I fedelissimi inguaiano Meloni. La guerra ai pm è solo un diversivo
Sono le ore nere di Giorgia Meloni: non le è stato mai così evidente il nido di guai in cui si è infilata circondandosi di presunti fedeli ma inadatti al ruolo
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Esimio sig. Presidente del Consiglio Giorgia on.le Meloni, e’ stata lei a scegliersi per Fratelli d’Italia il maggior numero di candidati, impresentabili, incapaci, condannati, collusi con la mafia, etc. che, messi insieme a quelli di Lega e Forza Italia, costituiscono effettivamente un serissimo problema.
Adesso peto’, e’ doveroso che se li gestisca come sono (loro) anche se qualche mala lingua potrebbe azzardarsi (ma, appunto, e’ solo un azzardo) a ricordare il detto “… ogni simile cerca il suo simile”. Detto questo, pero’, per nascondere questi serissimi e numerosi problemi non puo’ e non deve ipotizzare complotti da parte della Magistratura che indaga. Essa, infatti, e’ gia’ troppo generosa con i nostri politici e se lei si e’ contornata di tanti di questi personaggi qualche indagine e’ anche fisiologico che ci scappi anche se i suoi uomini sono piu’ che protetti dal suo ministro della giustizia che sta ulteriormente aprendo al crimine mentre cerca di imbavagliare i giudici per impedire loro di poter commentare le sue leggi nel bene e nel male. Parlare di complotto della Magistratura, percio’, le e’ troppo sconveniente. E’ una contraddizione in termini. Se ha tanti personaggi problematici ed ha solo qualche indagine come fa a o parlare di complotto. Va bene che lei ha dimostrato gia’ la sua capacita’ di effettuare giravolte da capogiro come ha fatto all’indomani della vittoria dichiarando esattamente il contrario di cio’ che aveva predicato urlando sino al giorno prima come risulta da video in circolazione ancora virali, pero’ attenta a non esagerare.

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