No, Presidente Berlusconi! … Votare per criminali non è dovere civico … è semplicemente legittimazione dei criminali

Elezioni Amministrative, Berlusconi: “Chi non vota non è un buon italiano”.

In Italia è una grossa bufala.
In una democrazia vera, con una giustizia (che della democrazia è l’essenza stessa) vera e per tutti; con un Parlamento eletto democraticamente, cioè liberamente scelto dai cittadini: con una libertà di stampa garantita, giustamente l’esercizio del voto, peraltro non sanzionato e non sanzionabile, è un dovere civico. Questa è l’Italia che i nostri padri costituenti, quelli che avevano vissuto sulla propria pelle gli atroci orrori del nazifascismo, avevano cercato di lasciare alle nuove generazioni. Questo avevano scritto tutti insieme, di ogni appartenenza politica, nella nostra Costituzione d’esempio per tutto il mondo. Questa, però, è sempre quella stessa Costituzione che, specialmente negli ultimi trenta/quarant’anni [durante i quali gli italiani hanno dovuto apprendere addirittura di trattative tra Stato e mafia (per Italia Verde Euromediterranea tutt’ora in atto e da tanti “giornalai” sempre e stupidamente negata) che hanno consentito ad uomini dello Stato nel senso più ampio della parola e non comprendente solo ed esclusivamente la mafia, con la quale, però erano collusi, di uccidere, valendosi della mafia come strumento, tantissime vittime semplicemente perché colpevoli di essere i migliori e più fedeli servitori dello Stato] proprio uomini come lei (che con le sue leggi ad uso e consumo proprio, si è garantita la propria libertà per futuro, mandando in galera solo i ladri di polli) comunque di destra, di centro e di sinistra, hanno continuamente calpestato, con l’effetto (ed a giudicare dal vento che tira non si sa fino a quando) di consegnare agli italiani una democrazia solo apparente, con una giustizia operante secondo il sistema Palamara, comunque certificata gravemente ammalata dalla stessa magistratura, dove ad aver torto sono sempre e solo le vittime ed a fare carriere brillanti solo coloro che commettono gravissimi errori (se di errori si tratta) convenienti per chi hanno sopra.
In questa Italia dove (vigente una legge elettorale incostituzionale, voluta come potente collante fra poltrona e sedere degli occupanti, definita dagli stessi proponenti come “porcata”), i parlamentari vengono in automatico individuati, in liste bloccate, formate da indagati, drogati, criminali, condannati, condannati anche in via definitiva, comunque impresentabili ed incapaci, imposte dall’alto, dalle segreterie dei partiti ormai solo sporchi centri di potere, nessuno può essere obbligato ad esercitare il diritto di voto per nominare un criminale come suo rappresentante nelle varie sedi politiche ed istituzinali. S
ignificherebbe, e per chi l’ha fatto significa, “legittimare” questi criminali in parlamento dove, invece, siedono illegittimamente facendo rivoltare nelle tombe i nostri padri costituenti. Ecco perché Italia Verde Euromediterranea difende il diritto al non voto da parte di chiunque e contro chiunque, ed in particolare contro i politici come lei, presidente Berlusconi, e contro quei costituzionalisti di parte che, limitandosi a leggere senza contestualizzarla la nostra Costituzione, la supportano nel suo errore. Ecco perché il popolo degli astenuti è risultato alle ultime elezioni politiche, alle ultime elezioni regionali e locali, il primo partito di maggioranza relativa ed in tante regioni addirittura di maggioranza assoluta. In Lombardia ha sfiorato il 60%. Di questi risultati la sua Destra, presidente Berlusconi, che sta governando autoritariamente l’Italia con una rappresentatività degli italiani inferiore al 25%, forse è bene che ne tenga conto. Sarebbe bene che anche il Presidente della Repubblica, degnissimo garante e custode della nostra Costituzione in questa delicatissima fase, nell’esercizio dei suoi poteri, tenga sempre presente l’esistenza del primo partito, quello che non si vede ma che comprende tutti gli invisibili, tutti i più deboli, ma anche tutti i più bravi, i veri “migliori”, sempre “scartati” dai nostri politicanti proprio perché più bravi e la cui presenza avrebbe portato ad alterare il motto valido per tutti i politicantì (non per veri politici, naturalmente) … “più asino è l’allievo più dotto è il maestro”.

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