{"id":427,"date":"2024-06-07T16:13:17","date_gmt":"2024-06-07T14:13:17","guid":{"rendered":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/?p=427"},"modified":"2024-06-07T16:13:17","modified_gmt":"2024-06-07T14:13:17","slug":"allarme-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/?p=427","title":{"rendered":"Allarme democrazia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo il popolo del non voto non ha legittimato e non legittima gli indagati, i condannati, i condannati anche in definitiva, gli impresentabili, anche mafiosi, imposti dall\u2019alto dalle segreterie dei partiti, ormai solo sporchi centri di potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lettera aperta al Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.<br>La presente viene formulata con riferimento al post pubblicato in mattinata e subito scomparso, accompagnato da tanto di sua foto, con la quale, Presidente Berlusconi, invita gli elettori dei comuni interessati dalle elezioni in corso a votare per Forza Italia, ricordando loro come la nostra Costituzione definisce l\u2019esercizio del voto un dovere civico. Formalmente ed astrattamente questo \u00e8 vero. Omette, per\u00f2, di ricordare loro la premessa pi\u00f9 importante, quella costituita proprio dalla Costituzione la quale, proprio per garantire la democrazia, la libert\u00e0, la legalit\u00e0 e la giustizia, essenza stessa della democrazia, aveva previsto il voto a suffragio universale non solo come diritto ma anche, appunto, come dovere civico, Tutto perfetto in una democrazia sana, normale, quindi, anche l\u2019esercizio del voto non solo come diritto ma anche come dovere civico. Diritto\/dovere, quindi, per ogni cittadino, senza alcuna discriminazione, di scegliersi democraticamente e liberamente i propri rappresentanti ad ogni livello politico\/amministrativo. Questa \u00e8 la vera democrazia. Questa \u00e8 la democrazia che i nostri padri costituenti ci hanno consegnato accompagnata dalla pi\u00f9 bella Carta Costituzionale al mondo.<br>Purtroppo l\u2019incapacit\u00e0, l\u2019incompetenza e la disonest\u00e0 della quasi totalit\u00e0 della classe dirigente politico amministrativa e dei vari vari partiti susseguitisi al governo specialmente negli ultimi trenta\/quaranta anni, durante i quali lei ne \u00e8 stato uno dei principali protagonisti, ha notevolmente indebolito, fino a renderla solo apparente, la nostra ormai povera democrazia.<br>In questo frattempo gli italiani:<br>\u2013 han dovuto assistere a fenomeni come \u201cmani pulite\u201d che, in positivo, ha evidenziato la generale e sistematica corruzione dell\u2019intera classe politica (ma non solo) che aveva portato per quei tempi ad una media annua di oltre 2000 le indagini di politici, con richieste di misure cautelari sempre accolte:<br>\u2013 han dovuto prendere atto, per\u00f2, anche del trucco (stiamo parlando di giustizia) praticato dalla stessa \u201cmani pulite\u201d che, come nel gioco delle tre carte, consentiva che tutte le indagini di corruzione e di finanziamento illecito ai partiti del pool di cui sopra andassero sempre e tutte allo stesso GIP, Italo Ghitti, che abitualmente disponeva le richieste gravi misure cautelari;<br>\u2013 han dovuto prendere atto che queste operazioni, pi\u00f9 che fare giustizia, avrebbero costituito un potente strumento giudiziario per stravolgere il sistema politico indagato creando, per\u00f2, esclusivamente la strada per la discesa in politica negli anni successivi di gran parte di quei magistrati, in primis Di Pietro. Tutto questo, alla fine, perch\u00e9 nulla cambiasse per gli italiani;<br>\u2013 han dovuto prendere atto che l\u2019operazione \u201cmani pulite\u201d, invece e nell\u2019immediato, ha spianato la strada per la sua discesa in campo, Presidente Berlusconi, che, con la nuova formazione politica FI, peraltro costituita con l\u2019importante apporto di Dell\u2019Utri, colluso con la mafia e con i voti della mafia, ha avuto la meglio pi\u00f9 che per merito, per istintiva repulsione da parte della maggioranza degli elettori avverso lo statu quo, avverso quanto \u201cscoperchiato\u201d (ma non per fini di giustizia) da \u201cmani pulite\u201d;<br>\u2013 h<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Democrazie a rischio? Ecco gli strumenti per tutelarle secondo Idea. Il segretario generale Kevin Casas-Zamora ricorda che la libert\u00e0 di stampa e le libere elezioni restano i mezzi efficaci per tutelare le democrazie<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spinta della democrazia si sta consumando in tutto il mondo, secondo un nuovo rapporto di Idea l\u2019Istituto internazionale per la democrazia e l\u2019assistenza elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati mostrano che in pi\u00f9 paesi ci sono derive autoritarie. Un quadro desolante che non vale solo per Paesi giovani e fragili, ma anche per nazioni di lunga data come l\u2019India o gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa mostra uno stato di salute in generale soddisfacente e Paesi come Slovenia e Moldova hanno fatto notevoli progressi. Tuttavia gli standard democratici anche nel Vecchio Continente tendono a un appiattimento verso il basso. Questo vuol dire che non sempre si registrano dei progressi e questo spiega anche il ritorno di alcune idee radicali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il segretario generale di Idea Kevin Casas- Zamora, tale insoddisfazione si manifesta in atteggiamenti politici molto stridenti che trovano il proprio capro espiatorio in alcune parti della popolazione e abbracciano in particolare il messaggio dei partiti di estrema destra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La libert\u00e0 di stampa come libere elezioni e equilibrio restano gli strumenti per la tenuta democratica di una societ\u00e0. Ma il patto democratico deve essere rinnovato attraverso iniziate cittadine, assemblee attivismo giovanile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esempi di democrazia sotto schiaffo o minacciata o assolutamente mancante sono all\u2019ordine del giorno. Il rapporto insiste sul fatto che bisogna rimanere vigili perch\u00e9 la democrazia resta fragile e non in miglior salute rispetto agli anni Novanta del secolo scorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sassoli: \u201cDemocrazia a rischio. Misure drastiche contro i populisti: dobbiamo lasciarli senza fondi\u201d<br>Intervista al presidente del Parlamento europeo: \u201cSiamo di fronte a un vero salto di livello, a un attacco ai nostri valori. Serve una reazione molto ferma\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BRUXELLES \u2013 \u201cLa democrazia non si conquista una volta per sempre. Anzi, la democrazia liberale, come ha scritto Ernst Wolfgang B\u00f6ckenf\u00f6rde, vive su \u201cpresupposti che non \u00e8 in grado di garantire\u201d con il suo solo ordinamento. La democrazia richiede una cultura, un\u2019etica condivisa\u201d. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, lancia l\u2019allarme. Un certo \u201cdegrado morale\u201d sta attraversando l\u2019Europa e rischia di comprometterne le basi democratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">David Sassoli, un presidente antifascista che ha preso posizione per l\u2019accoglienza dei migranti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Superato il momento di smarrimento e di preghiera, quanti lo abbiamo conosciuto sentiamo il dovere di contribuire insieme a tanti altri a tenere in vita, ancora con noi, un professionista serio, un politico attento capace di andare oltre la contemplazione dei bisogni per realizzare e dare concretezza al rispetto di ogni persona umana e alla promozione della dimensione comunitaria della vita in alternativa agli egoismi di singoli e anche degli Stati e alla soffocante appartenenza a gruppi chiusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo, ancora, il rammarico di essere stati costretti ad annullare un nostro incontro pubblico su migrazione e diritti fissato a Como il 10 marzo del 2020 a causa dell\u2019esplosione della pandemia. E proprio in tempi di pandemia David \u00e8 stato un protagonista del nuovo corso dell\u2019Unione europea, non pi\u00f9 presente soltanto nella dimensione monetaria e finanziaria, ma attenta ai diritti di tutti a partire dal diritto alla salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ACCEDI<br>Fabrizio Tonello<br>Il pianeta \u00e8 a rischio perch\u00e9 le democrazie sono a rischio<br>di Anna Spena 27 novembre 2019<br>Nel libro \u201cDemocrazia a rischio. La produzione sociale dell\u2019ignoranza\u201d di Fabrizio Tonello, professore di Scienza Politica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova, l\u2019autore si interroga: \u201cPerch\u00e9 alcune societ\u00e0 prendono decisioni disastrose?\u201d. Undici capitoli intesi per capire come e perch\u00e9 viene prodotta tutta questa \u201cignoranza diffusa\u201d<br>La democrazia \u00e8 veramente a rischio? \u00abCerto\u00bb, dice Fabrizio Tonello, professore di Scienza Politica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova, che ha pubblicato il libro \u201cDemocrazia a rischio. La produzione sociale dell\u2019ignoranza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un volume da leggere, che parte dal dibattito su ignoranza e democrazia e poi esamina il funzionamento dei media nel loro complesso. E poi i processi di infantilizzazione degli adulti, post \u2013 verit\u00e0 e fake news. Si indaga sul successo di leader politici come Donald Trump e Boris Johnson. Della scuola che rimane un\u2019emergenza educativa forte. \u00abIl nostro pianeta \u00e8 a rischio\u00bb, scrive Tonello. \u00abLe democrazie sono a rischio. Il pianeta \u00e8 a rischio perch\u00e9 le democrazie sono a rischio. Questa forma di regime politico sembra non garantire pi\u00f9 le necessarie capacit\u00e0 di autogoverno alle comunit\u00e0 umane che non vogliono sparire. La domanda a cui bisogna rispondere \u00e8: \u201cPerch\u00e9 alcune societ\u00e0 prendono decisioni disastrose?\u201d. Undici capitoli intesi per interrogarci su come e perch\u00e9 viene prodotta tutta questa \u201cignoranza diffusa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Libro Tonello<br>La democrazia \u00e8 veramente a rischio?<br>Certo. la deriva oligarchica delle democrazie industriali sembra oggi presentarsi in due versioni: una che propone l\u2019autoritaritarismo \u201csoft\u201d dei partiti tradizionali e delle istituzioni sovranazionali e una che offre l\u2019autoritarismo apertamente xenofobo e violento dei partiti populisti. Il rischio di nuovi successi per questi ultimi \u00e8 tutt\u2019altro che remoto e si basa sulle stesse condizioni strutturali che facilitarono l\u2019ascesa del fascismo e del nazismo tra le due guerre mondiali. Fascismo e nazismo erano figli della crisi: delusione e scontento in Italia dopo la Prima guerra mondiale, disoccupazione di massa in Germania dopo l\u2019inflazione del 1923 e il crack di Wall Street nel 1929. Soprattutto, confusione, disorientamento, paura: le societ\u00e0 sottoposte a gravi stress per lunghi periodi finiscono per accettare qualsiasi cosa. L\u2019espressione sociale del rancore verso le \u00e9lite tradizionali \u00e8 oggi improvvisa, e il \u201ccontenimento\u201d dei movimenti fascistoidi in Germania, Francia e Spagna che sembra aver funzionato finora pu\u00f2 benissimo trasformarsi nel crollo dei vecchi partiti alle prossime elezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si contrasta la \u201cproduzione sociale dell\u2019ignoranza?\u201d<br>Creando dei movimenti di massa per difendere la scuola e la cultura, soprattutto in luoghi neutrali e collettivi come le biblioteche pubbliche. Combattendo ci\u00f2 che Roberto casati definisce il \u201ccolonialismo digitale\u201d in tutte le sue forme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma che cosa significa essere ignoranti oggi?<br>Basta guardare su Youtube i video di Toninelli, Di Maio, Borgonzoni e altri per capirlo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come viene prodotta dalla societ\u00e0 l\u2019ignoranza diffusa?<br>Prima di tutto c\u2019\u00e8 un problema generale, che riguarda gli esperti: l\u2019accresciuta tribalizzazione dei saperi, sempre pi\u00f9 specialistici e chiusi in aree incomunicanti fra loro; chi si occupa di diritto amministrativo a stento capisce il gergo di chi studia diritto costituzionale, e viceversa. Ancor peggio nelle scienze della vita. Questo provoca, anche ad alto livello, una vera e propria ignoranza della dimensione sistemica dei problemi: il cambiamento climatico non \u00e8 un problema dei metereologi ma richiede l\u2019intervento di scienziati di ogni tipo e di politici lungimiranti, questi ultimi ormai estinti, come i dinosauri 60 milioni di anni fa. A livello del grande pubblico, invece, dobbiamo constatare l\u2019abbandono della scuola, o la sua trasformazione in un puro percorso di addestramento al lavoro, che ostacola in ogni modo la formazione di un sapere critico. Ci sarebbe anche da riflettere sulla sciagurata mania delle novit\u00e0, che pretende di migliorare la didattica introducendo le tecnologie digitali, che hanno gi\u00e0 di per s\u00e9 effetti negativi sulle capacit\u00e0 di concentrazione e di apprendimento: su questo si veda il libro di Roberto Casati \u201cContro il colonialismo digitale\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 la relazione tra mass media e democrazia?<br>In Italia, il populismo \u00e8 stato creato dalle televisioni commerciali e, in particolare, dalla Fininvest. I talk show politici non hanno migliorato la situazione. In Italia ce ne sono a dozzine e il logoramento del format \u00e8 palese: sempre pi\u00f9 i conduttori devono invitare ospiti a sorpresa o personaggi stravaganti nel tentativo di rubare qualche punto di share ai concorrenti. La loro proliferazione, in realt\u00e0, ha poco a che fare con la passione politica e molto con le esigenze industriali della televisione, che \u00e8 un medium costoso da gestire. Il vantaggio dei talk show \u00e8 che riempire un\u2019ora di chiacchiere fra giornalisti e politici costa soltanto lo stipendio del conduttore: gli ospiti vengono ben volentieri gratis. La formula di Porta a Porta e altri prodotti simili \u00e8 quella di usare la politica come spettacolo, facendone una forma di intrattenimento, non di partecipazione, e incentivando la passivit\u00e0 del pubblico. Le questioni politiche vengono personalizzate (oggi Di Maio avversario di Salvini dopo essere stato un suo fedele alleato, ieri Renzi contro Bersani e Prodi contro Berlusconi). Si crea una nuova forma di cultura popolare: le celebrit\u00e0 vengono politicizzate (calciatori, attrici e cantanti vengono invitati a esprimere le loro opinioni) mentre i politici di prima fila rafforzano la loro popolarit\u00e0 mostrandosi esperti di cucina piuttosto che di calcio. Nei talk show c\u2019\u00e8 un movimento fluido tra intrattenimento e politica, una situazione in cui Silvio Berlusconi e Donald Trump, con le loro performance da consumati uomini di spettacolo, sono un ottimo esempio. Per il dibattito politico razionale, per il funzionamento della democrazia rappresentativa questo per\u00f2 \u00e8 devastante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa ha comportato lo svuotamento delle classi medie?<br>Partiamo dal fatto che l\u2019industrializzazione, l\u2019espansione della burocrazia statale e, pi\u00f9 tardi, l\u2019espansione del welfare state avevano creato \u201cnuove\u201d classi medie impiegatizie che contavano sulle proprie capacit\u00e0 per fare carriera, in particolare verso posizioni lavorative con maggiore autonomia (dirigenti di medio livello sia nel settore pubblico che privato, ingegneri e altri specialisti). Fungendo da settore trainante delle economie di mercato per gran parte del ventesimo secolo, la produzione industriale di massa aveva creato le condizioni economiche per l\u2019espansione della classe media. La novit\u00e0 dell\u2019ultimo quarto di secolo \u00e8 il fatto che proprio manager e tecnici di medio livello sono stati invece colpiti duramente dalle chiusure, ristrutturazioni e delocalizzazioni nell\u2019industria oppure dal blocco delle carriere e delle assunzioni nei servizi pubblici. Mentre alcuni specialisti si salvavano perch\u00e9 situati in posizioni chiave, o addirittura salivano verso posizioni dirigenziali, la grande maggioranza doveva accettare un peggioramento delle condizioni di lavoro, quando non il licenziamento, o il cambio di impiego. La tendenza alla polarizzazione ai due estremi della scala sociale si pu\u00f2 constatare anche nelle vecchie classi medie superiori, quelle delle professioni liberali riconosciute e protette da ordinamenti corporativi: avvocati, medici, architetti. Per tutti costoro mantenersi in una condizione di relativo privilegio, malgrado le protezioni di legge, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile. A un\u2019estremit\u00e0 stanno i professionisti ben inseriti a livello politico, o in grado di lavorare all\u2019estero, con redditi elevati e ottime prospettive di carriera. Al polo opposto stanno i giovani laureati, destinati a lunghe fasi di precariato, di lavoro gratuito o sottopagato, di incertezza sul futuro, quando non di rinuncia al mestiere per cui avevano studiato. Inutile dire che questo gruppo include la maggioranza dei professionisti. Fino a ieri si pensava che l\u2019economia della conoscenza, spesso descritta come un paradiso della creativit\u00e0, in cui giovani inventori davano vita a nuovi servizi, nuovi gadget e nuove possibilit\u00e0 di comunicazione, producesse una nuova classe media, dinamica e in rapida ascesa. Questo storytelling oggi non ha pi\u00f9 alcuna credibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le diseguaglianze che mettono a rischio la democrazia<br>PIERGIUSEPPE FORTUNATO 19\/01\/2021<br>I tumulti di Washington hanno acceso i fari sul funzionamento delle istituzioni quando i livelli di diseguaglianza sono elevati. Per evitare che il fenomeno possa mettere a rischio la democrazia bisogna riconoscere le cause del malcontento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tweet della discordia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tweet di Fabrizio Barca a commento dei tumulti di Washington del 6 gennaio ha generato un notevole fermento nel nostro paese. Secondo Barca le diseguaglianze sociali spiegherebbero, almeno in parte, la rabbia esplosa in quei giorni, e pi\u00f9 in generale l\u2019emergere del trumpismo negli Stati Uniti. I golpisti di Washington rappresenterebbero dunque la punta di un iceberg e non un fenomeno isolato e ascrivibile agli eccessi del momento e alla mancanza di responsabilit\u00e0 del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una lettura attenta della letteratura economica e politica in materia ci suggerisce che Barca ha probabilmente ragione in linea generale, ma anche che la questione \u00e8 parecchio pi\u00f9 complessa: per cogliere il nesso tra diseguaglianza e malcontento occorre andare oltre gli indicatori tradizionali e aggregati, come ad esempio l\u2019indice di Gini, e capire quali diseguaglianze contino e perch\u00e9. Questo potrebbe fungere anche da bussola per facilitare l\u2019individuazione di politiche economiche efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019occhiata alla letteratura<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel discutere le virt\u00f9 e la fragilit\u00e0 delle istituzioni democratiche, quasi due secoli fa Alexis de Tocqueville ci aveva gi\u00e0 messo in guardia sulla loro (dis)funzionalit\u00e0 in societ\u00e0 caratterizzate da elevate diseguaglianze. Secondo Toqueville, in societ\u00e0 disuguali le istituzioni democratiche rischiano di generare un\u2019eccessiva pressione redistributiva, una sorta di \u201ctirannia della maggioranza\u201d, che metterebbe a serio rischio la protezione dei diritti di propriet\u00e0. Sulla stessa lunghezza d\u2019onda, la letteratura moderna in materia di politiche fiscali endogene (qui e qui) suggerisce che, in presenza di diseguaglianze elevate, i sistemi democratici possano scegliere livelli di tassazione non ottimali e distorcere dunque gli incentivi all\u2019imprenditorialit\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un ulteriore canale, speculare e contrario, evidenziato di recente da Thomas Piketty. L\u2019autore del Capitale nel XXI secolo sottolinea come la diseguaglianza possa influire negativamente sul funzionamento della democrazia anche per i comportamenti esercitati da chi si trova nella coda destra della distribuzione. Livelli estremamente elevati di diseguaglianza, infatti, aumenterebbero il rischio di \u201ccattura\u201d delle istituzioni da parte dei pi\u00f9 ricchi, minacciando uno dei pilastri delle moderne democrazie liberali: il principio di rappresentanza politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, negli ultimi anni, gli indici convenzionali di diseguaglianza si sono rivelati un indicatore inadeguato a prevedere il malcontento politico e sociale nelle democrazie occidentali. In Francia, ad esempio, dove a differenza che in altri paesi occidentali la diseguaglianza misurata dal coefficiente di Gini \u00e8 rimasta relativamente stabile negli ultimi anni, le proteste di massa dei \u201cgilets jaunes\u201d hanno monopolizzato il quadro politico per lunghi mesi prima che il Covid-19 si prendesse la scena. Analogamente, in Germania nel 2017 il movimento estremista Alternative f\u00fcr Deutschland \u00e8 entrato per la prima volta nel parlamento federale raccogliendo il 12,6 per cento dei voti e diventando il principale partito di opposizione nonostante un sistema tributario fra i pi\u00f9 progressivi dell\u2019Eurozona, in grado di mantenere livelli di diseguaglianza relativamente bassi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi anche: Lotta alla corruzione al tempo dei big data<br>Alle origini del malcontento<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire il crescente malcontento dobbiamo invece guardare ad altri indicatori di diseguaglianza. Alla distribuzione funzionale del reddito, ossia il rapporto fra salari e profitti, ad esempio, che si \u00e8 decisamente modificata a vantaggio degli ultimi, specie dopo il cambio millennio. Ci\u00f2 \u00e8 in parte dovuto alla stagnazione dei salari reali, che sono cresciuti a un ritmo decisamente inferiore rispetto alla produttivit\u00e0 del lavoro in tutte le grandi democrazie occidentali, ma si spiega soprattutto con la scomparsa (e la conseguente scarsit\u00e0) di posti di lavoro stabili e ben retribuiti. I cambiamenti tecnologici occorsi negli ultimi decenni hanno infatti colpito milioni di addetti alla produzione, impiegati e agenti commerciali con livelli medi di educazione (cio\u00e8 il completamento delle scuole secondarie) e le cui competenze sono divenute innecessarie. La globalizzazione economica e la crescente concorrenza di paesi emergenti come la Cina hanno poi ulteriormente accelerato il processo di deindustrializzazione in innumerevoli centri di produzione dell\u2019occidente democratico. La crisi quasi irreversibile di una citt\u00e0 come Detroit ne \u00e8 l\u2019immagine pi\u00f9 evidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso diversi studi rilevano una chiara correlazione fra il deterioramento del tessuto produttivo imputabile alla concorrenza commerciale e il sostegno per movimenti populisti o nazionalisti. I voti raccolti da Trump nelle elezioni presidenziali del 2016, ad esempio, sono fortemente correlati all\u2019entit\u00e0 degli shock commerciali subiti dalle diverse comunit\u00e0 derivanti da una maggiore integrazione economica con la Cina. Inoltre, distretti elettorali con industrie pi\u00f9 vulnerabili alle importazioni cinesi hanno anche eletto rappresentanti al Congresso che in media assumono posizioni pi\u00f9 polarizzate, sia tra repubblicani che democratici. Risultati simili valgono per l\u2019Europa, dove gli shock economici e commerciali sono stati esplicitamente associati al diffondersi di sentimenti euroscettici. La penetrazione delle importazioni cinesi, in particolare, si \u00e8 rivelata fortemente associata al sostegno per la Brexit nel referendum del 2016 e all\u2019emergere di partiti nazionalisti nell\u2019Europa continentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste dinamiche emergono con chiarezza anche guardando a indicatori della distribuzione individuale del reddito sensibili alla parte media della distribuzione pi\u00f9 che ai suoi estremi (come, ad esempio, il rapporto fra il decimo e il quinto decile) e che meglio riflettono rispetto al semplice coefficiente di Gini il peggioramento delle condizioni di vita della classe media, la pi\u00f9 colpita dai cambiamenti nella struttura e nella geografia della produzione su scala globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi anche: Sull\u2019autonomia differenziata ancora molto rumore per nulla<br>Allo stesso tempo sono diventate pi\u00f9 evidenti anche le conseguenze dei processi di localizzazione, e dunque le diseguaglianze geografiche, che si manifestano sempre pi\u00f9 chiaramente nella segmentazione tra centri urbani prosperi e cosmopoliti e comunit\u00e0 rurali, piccole citt\u00e0 e aree urbane periferiche in difficolt\u00e0. In un mondo ormai sempre pi\u00f9 specializzato, e in cui l\u2019accesso alla tecnologia e la conoscenza sono fattori di produzione di primaria importanza, essere vicini a chi \u00e8 all\u2019avanguardia offre notevoli vantaggi. Solo chi ha la fortuna di vivere in centri urbani dinamici e innovativi infatti gode di opportunit\u00e0 di crescita, che sono invece negate a chi risiede in aree periferiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso specifico degli Stati Uniti \u00e8 importante sottolineare come ad alimentare le tensioni legate ai cambiamenti occorsi negli ultimi decenni vi siano anche fattori storico-culturali specifici. Oltreoceano, infatti, spesso le diseguaglianze economiche e geografiche coincidono e si sovrappongono a differenze etniche e culturali: la popolazione di colore in particolare tende a vivere in condizioni economiche pi\u00f9 disagiate e in aree urbane periferiche. Queste cosiddette diseguaglianze orizzontali (o diseguaglianze tra gruppi culturalmente definiti) possono generare un risentimento profondo e minare le basi della convivenza democratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019analisi politica alla politica economica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconoscere le cause del malessere diffuso che colpisce le democrazie occidentali, e che ci fa sembrare la profezia di Francis Fukuyama oggi pi\u00f9 lontana che mai, rappresenta una condizione necessaria per poterlo risolvere, o quantomeno per limitarne gli effetti sulla stabilit\u00e0 delle nostre istituzioni. Emerge dunque il bisogno di pensare a politiche del lavoro attive per contrastare gli effetti del processo di deindustrializzazione, insieme a nuove regole commerciali a livello globale che possano ribilanciare i rapporti di forza fra paesi e fra paesi e gruppi economici dominanti (la crisi dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 da non perdere in questo senso) e a misure \u201cplace-based\u201d che favoriscono lo sviluppo locale nelle aree pi\u00f9 remote.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La discussione \u00e8 gi\u00e0 in essere nella comunit\u00e0 accademica, ma va estesa all\u2019opinione pubblica e alla politica affinch\u00e9 si possa passare dalla fase di analisi all\u2019attuazione effettiva di misure di politica economica che sono oggi pi\u00f9 urgenti che mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavoce \u00e8 di<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">an dovuto prendere atto che lei::::::::<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo il popolo del non voto non ha legittimato e non legittima gli indagati, i condannati, i condannati anche in definitiva, gli impresentabili, anche mafiosi, imposti dall\u2019alto dalle segreterie dei partiti, ormai solo sporchi centri di potere. Lettera aperta al Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.La presente viene formulata con riferimento al post pubblicato in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":250243338,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"_wpas_customize_per_network":false,"jetpack_post_was_ever_published":true},"categories":[32176],"tags":[],"class_list":["post-427","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pfKcQy-6T","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/250243338"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=427"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":428,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/427\/revisions\/428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italiaverdeeuromediterranea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}